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Archive for the ‘Torriana’ Category

Il Castello di Montebello

Montebello è una frazione del Comune di Torriana la cui fortezza, Castello di Montebello (il monte si chiamava Mons Belli) sfida il trascorrere del tempo, dura e solida,  con le sue torri, come il sasso su cui poggia e cui è fatta. Sembra di sentire riecheggiare ancora le voci dei personaggi che nel corso dei secoli l’hanno abitata e che qui sono morti.

La fortezza è percorsa dai fantasmi d’Orabile Beatrice e d’Azzurrina, dei mercenari dei Malatesta, signori di Rimini, e dei Montefeltro, signori d’Urbino, che si sono contesi questa rocca, e degli Indiani “Ghurka” della 8^ Armata Inglese morti tragicamente nell’assalto alla fortezza, rimasta inviolata, durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’ala rinascimentale del castello, costruita dai Malatesta, intorno al 1400 è ricca di pezzi d’arredo, che testimoniano il valore dell’arte e dell’artigianato italiano fra il 1400 e il 1700.

L’albero genealogico dei Guidi, attuali proprietari e feudatari del papa, è il simbolo della lunga vita di una delle più antiche e potenti famiglie aristocratiche italiane.

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Scorticata 2011 (Comune di Torriana)

La collina dei piaceri

Grande “Fiera di paese” con: I Produttori, Le botteghe, Un po’ di territorio, L’isola delle chicche, i Maestri di cucina, Le cantine e i produttori, la Torriana gastronomica con menù tipici con alimenti come piada, miele, birra, cioccolato, formaggi, salumi, pasta… Gli artisti, Lo Spazio libri, Spettacoli e Musica in Piazza Allende, Piazza della Resistenza, Piazza Affari, Anfiteatro sulla Valle. Il pubblico ha la possibilità di degustare e assaggiare i prodotti.

Ingresso gratuito.

 

 

 

 

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Se facendo una passeggiata per l’entroterra romagnolo viene voglia di fare uno spuntino o si desidera assaggiare un buon menù tipico seduti al tavolo di una buona trattoria ci si può fermare all’Osteria “I Malardot” in via Castello n. 35 a Torriana di Rimini. Si tratta di una vecchia osteria immersa nella rigogliosa pineta di Torriana, dove in passato la gente del posto si fermava per bere un bicchiere di vino “schietto” in compagnia.

  L'osteria di Torriana
Il locale ha mantenuto la stessa struttura e gli stessi arredi del passato,  con il passare del tempo ha accolto gli attrezzi di lavoro divenuti obsoleti, le fotografie si sono pian pian ingiallite, le prime pagine dei giornali parlano di eventi lontani, i manifesti pubblicitari parlano di oggetti sconosciuti.

 Qui si possono assaporare i piatti della cucina romagnolo come i salumi del territorio, la pasta fatta in casa, ottime le tagliatele, il coniglio in porchetta o la carne alla griglia, salsiccia-castrato-costolette, servita su piccoli fornelli alimentati a carbone che la mantengono calda, insomma una ottima cucina del territorio accompagnata da una lista di vini ricca di etichette, sempre rigorosamente del posto.

D’estate si può mangiare all’aperto o seduti davanti alle grandi finestre che si schiudono sulla campagna ed i boschi di Torriana, d’inverno ci si riscalda con i camini e le stufe di legna dove intanto si cuociono il pane fatto in casa e la ciambella.

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Torriana o Scorticata

Torriana è una della località più incantevoli dell’Entroterra Romagnolo. Confina con i comuni di Borghi, Novafeltria, Poggio Berni, San Leo, Sogliano al Rubicone e Verucchio. Si trova ad una altitudine di 377 metri sul livello del mare ed ha una superficie di 23 km². Si suddivide nelle frazioni di Bruciatini, Colombare, Franzolini, Gemmiano, Montebello (assorbito sul finire degli anni ’70 dal comune di Sogliano al Rubicone). Per raggiungerla da Sant’Arcangelo di Romagna, sulla Via Emilia, si seguono le indicazioni Verucchio e San Marino. Dopo aver superato la frazione di Santo Marino si trova la deviazione sulla destra con indicazione Torriano. Prima di giungere al paese prendere la deviazione a destra (via del castello).

Il nome originario era “Castrum Scortigatae” (La Scorticata), così come lo ritroviamo nelle cronache a partire già dal 1141, quando dipendeva dalla giurisdizione di San Giovanni in Galileo, questo nome descriveva perfettamente l’asprezza di un luogo tutto abbarbicato su uno spuntone di roccia quasi del tutto privo di vegetazione. L’incantevole vista che si ha sulla costa gli è valso l’appellativo di «balcone della Romagna». Il nome Scorticata venne cambiato da Benito Mussolini nel 1938 in Torriana.

L'ingresso al castello

L'ingresso al castello

Di origini villanoviana era sicuramente abitata fin dai tempi dell’età del ferro come dimostrano i numerosi reperti archeologici ritrovati in loco. Dopo il 1000 fu dominata dai Malatesta da Verucchio. Una leggenda narra che nelle segrete del castello fu trucidato nel 1304 Gianciotto Malatesta, lo stesso che anni prima, folle di gelosia, aveva ucciso la moglie Francesca da Rimini e il proprio fratello, Paolo, gli amanti sfortunati cantati da Dante nella Divina Commedia.

Sul masso calcareo più grande fu costruita una rocca che si confondeva con la pietra stessa e sull’altra una torre, (da qui il nome Torriana) . Una rocca sicuramente rilevante a guardia di una via, quella che risale la Valmarecchia, l’antica Via Maior, dal grande valore militare poiché rappresentava il collegamento principale con il Montefeltro e con la Toscana. Essendo posta su un picco che controllava il territorio circostante, consentiva di effettuare segnalazioni a tutta una serie di punti di guardia. Fu così centro di segnalazioni per la vallata nel ‘300, essendo il perno di un insieme di paesi dove sorgevano torri per segnalazioni luminose che si estendeva fino a tutto il Montefeltro. Questa località venne concessa dal Papa Lucio II alla chiesa Riminese, che la assegnò nel 1186 ai Malatesta di Verucchio. Lungamente contesa per la sua posizione dominante sulla valle del Marecchia, soprattutto perché in tempi di invasioni ed ostilità costituiva una difesa naturale, fu possedimento dei Malatesta fino al 1462, anno in cui fu conquistato dai Montefeltro dopo aspre battagli con le truppe dei Malatesta. Successivamente passò anche per le mani di altre grandi casate come i Borgia e i Medici.  Nel 1504, come gran parte della Romagna, Torriana fu controllata da Venezia tornando dopo pochi anni alla Chiesa che, nel 1519, la concesse al conte Pio dei Carpi. Per lungo tempo le pendici del suo monte vennero erose da cavatori e marmisti.

La torre campanaria

La torre campanaria

Nel corso dei secoli Torriana si è modificata ed è divenuta il capoluogo comunale. Il castello era dotato di una lunga cinta muraria che controllava l’intera rupe, con vari punti di avvistamento, attualmente restano parte della rocca, la porta con due imponenti torrioni circolari, una cisterna e parte del maschio. In posizione sovrastante rispetto alla rocca si trova la torre capanario, lato verso il mare, parzialmente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale. Su un vicinissimo colle roccioso – lato monte – si trova la torre quadrata, risalente al XIII secolo e dominante la valle del Marecchia.

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Santuario della Madonna di Saiano

Chi desidera arricchire le proprie passeggiate nell’entroterra romagnolo con la visita a luoghi sacri o di culto può recarsi al Santuario della Madonna di Saiano che si trova nel Comune di Torriana. Il Santuario, che era stato costruito sui resti di un antico tempio pagano, si innalza su una rupe calcarea quasi a dominare le verdi colline circostanti. La rupe è circondata da un bosco di querce con roverella e con orniello  e un ricco stato di arbusti dove primeggiano il pungitopo, la lonicera etrusca e la clematis flammula, il ciclamino. Sulla roccia, di origine organogena (si trovano impronte di molluschi bivalvi), crescono arbusti e alberi sempreverdi come il leccio, la fillirea il falso pistacchio, l’edera ricopre la rupe per molte decine di metri. Anticamente il luogo era sede di un Castrum appartenente ai principi di Carpegna e di cui si hanno notizie sin dal 962.

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Chiesa della Madonna di Saiano

Il piccolo complesso di Saiano è costituito da una chiesa con una cappellina addossata all’abside, una piccola casa rustica ed una torre cilindrica. Il Santuario è dotato al suo interno di tre altari ed è dedicato alla Beata Vergine del Carmine. La Madonna di Saiano è rappresentata da una statua in gesso che risale al XV secolo da sempre ritenuta miracolosa infatti, ogni 15 agosto, le partorienti si recava alla chiesetta a invocare la Vergine per un felice esito del parto. Tuttora il santuario festeggia la sua Madonna il 15 agosto. Il portale in bronzo della piccola chiesa è stato realizzato sulla base di un disegno dello scultore Arnaldo Pomodoro, e rappresenta il Marecchia e i suoi affluenti. Simbolicamente indica la Madonna che raccoglie, come il mare raccoglie i suoi affluenti, i numerosi fedeli per condurli fino a Dio. La Torre dalla forma cilindrica è l’unica cosa che resta dell’antico castello. I resti risalgono al X-XI secolo, ma è documentata solo dal XII secolo, fu possedimento dei Malatesta fino al 1462 poi passo ai marchesi Guidi di Bagno. 

L’antico Santuario della Madonna di Saiano è stato recentemente sottoposto ad un attento restauro conservativo che lo ha riportato al suo antico splendore. I primi lavori risalgono al 1926 ma il progressivo esaurirsi della comunità località portò la struttura ad un progressivo abbandono. Nel 1973 furono rubati gli ornamenti e le offerte della Madonna e fu anche rovinata la statua. In seguito furono fatti nuovi lavori di restauro e il Santuario della Madonna di Saiano è stato riaperto al culto il 15 agosto 1996; al momento è salvaguardato da alcuni frati francescani dell’ordine del cuore Immacolato di Maria provenienti dalla Colombia. Si tratta di cinque confratelli giunti in Italia per svolgere la loro apostolato.

Il Santuario della Madonna di Saiano si raggiunge facilmente. Provenendo da Rimini si imbocca la Strada Statale Marecchiese, giunti all’altezza della località Ponte Verucchio si attraversa il ponte e girando immediatamente a sinistra si trova la strada che porta direttamente al Santuario di Saiano. L’ultimo tratto di strada deve essere percorso a piedi. Chi vuole fare quattro passi in più subito dopo il ponte in direzione Villa Palazzi può lasciare l’automobile e proseguire lungo un sentiero che conduce fino al alveo del fiume. Da qui una pista pedonale conduce fin sotto la rupe di Saiano, il sentiero per salire si trova sulla destra. Saiano si può raggiungere anche attraverso tre sentieri segnalati lungo la strada tra Torriana e Montebello, li vicino infatti si trova anche l’altura su cui sorge la rocca di Montebello.

Oggi il territorio è parte dell’Oasi di protezione della fauna di Torriana-Montebello.

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