Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Santarcangelo di Romagna’ Category

Come tutti gli anni nel mese di Maggio 2013 si terrà a Santarcangelo di Romagna la Festa dei Balconi Fioriti. Saranno allestiti i balconi, la Piazza Ganganelli e le vie del Centro Storico con fiori forniti dai vivaisti, dai produttori e dai cittadini. La città si vestirà di colori e profumi.

Sono attesi anche gli espositori con le loro bancarelle sulle quali si troveranno fiori di tutti  tipi, piante grasse, bonsai, vasi e arredi da giardino, in terracotte o ferro battuto, macchine per giardinaggio, essenze, profumi, prodotti di erboristeria.

Read Full Post »

Marco ed io da qualche anno ci rechiamo alla Fiera di San Martino a Santarcangelo di Romagna.  La Sagra Romagnola è diventata un un piacevole appuntamento autunnale che segna la fine del periodo dedicato alle ricorrenze dei defunti e l’inizio del periodo natalizio.  La celebre “estate di San Martino” ci regala alcuni giorni di caldo tepore prima dell’inverno e festeggiarla con le caldarroste e il buon vino novello passeggiando tra le bancarelle della fiera è divenuto quasi un rito . Si rinnova anche nel 2011 l’appuntamento con la Fiera di San Martino a Santarcangelo di Romagna conosciuta anche come la Festa dei becchi (i caproni) o dei cornuti. La città di Santarcangelo rende omaggio al santo dedicandogli una festa che dura tre giorni con eventi, musica, mercatini e piatti tipici. Due sono le condizioni che hanno reso questa manifestazione popolare a livello nazionale: la Sagra nazionale dei Cantastorie e le famose corna di toro appese sotto l’Arco di Papa Clemente, in Piazza Ganganelli che, oscillando, dovrebbero indicare se la persona che vi passa sotto in quel momento è stata vittima del tradimento dell’amato o dell’amata. In passato il giorno di San Martino, che cade il giorno 11 Novembre, era destinato al rinnovo dei rapporti di lavoro e dei contratti di mezzadria fra proprietari terrieri e mezzadri, e alla compravendita del bestiame e degli attrezzi agricoli.

Quest’anno la data della festa è veramente speciale: 11/11/11, per l’occasione è stato previsto uno speciale Annullo Filatelico Postale in collaborazione con le Poste Italiane da apporre sulla cartolina che riporta l’immagine simbolo della festa. La festa sarà inaugurata alle ore 11.11 in punto, almeno 300 persone brinderanno alla presenza del sindaco Mauro Morri.

La memoria dei contadini

L’Istituto dei Musei Comunali ha ideato ed organizzato, dal 9 all’11 novembre, il Convegno Nazionale: ”La memoria dei contadini. Musei, biodiversità e saperi della terra”. Il programma prevede lo svolgimento di laboratori, incontri, filmati, tavole rotonde e presentazione di progetti. Luoghi del Convegno sono il Musas, il Monte di Pietà ed il Lavatoio che, nelle serate, ospiterà due spettacoli a tema. Mercoledì 9, alle 21, “L’orologio di Talacia”, traduzione scenica di una ricerca sulla genialità di un contadino creativo. Giovedì 10, alle 21, “Noi chiamammo libertà”, il racconto dei 150 anni dell’Italia Unita, dal punto di vista dei cantastorie e dei canti popolari.

Tanti eventi ed iniziative

Domenica 7 novembre: La casa del tempo – Mercato mensile d’antiquariato, Aspettando le corna – Festa dei commercianti, La scuola dei sapori – L’inimitabile: Il Parmigiano Reggiano. Racconti ed assaggi.  – La piazza dei giochi: animazione e caldarroste – Profumo di Sangiovese: degustazioni su prenotazione – Mostra di macchine agricole in piazzale Francolini, e per finire….la Cheursa di bec ……

Gli allegri Cantastorie

Puntuale come la Fiera, ritorna la Sagra Nazionale dei Cantastorie. È la 43^  edizione, 26^ per Santarcangelo. La Sagra è organizzata dall’Associazione italiana cantastorie ambulanti fondata nel 1947 dal cantastorie Lorenzo De Antiquis, originario di Savignano sul Rubicone e figlio d’arte De Antiquiss compose e cantò centinaia di filastrocche, parodie e cronache. Il cantastorie era colui che si esibiva in una piazza o in un mercato e intratteneva con storie tragiche, allegre, strampalate, improvvisando con un linguaggio semplice e spontaneo la gente che si raggruppava intorno a lui. Era una figura molto particolare tra il cronista, il poeta, tra il musicista e il clown. Questi i partecipanti: Dina Boldrini, con il figlio Gianni Molinari e Giuliano Piazza, un trio che continua la tradizione delle famiglie d’arte. Mauro Chechi, con chitarra, organetto e la sua arte d’improvvisare in ottava rima. Federico Berti, cantastorie itinerante, esperto di tacabanda, vale a dire l’uomo orchestra.  Felice Pantone e Alberto Bertolino, in arte Ugo e Casimiro, con l’organetto di Barberia, la sega violino, i pentolini ritmici ed altri strumenti improbabili, Wainer Mazza con chitarra, il duo di Sandra e Mimmo Boninelli, bergamaschi, con un repertorio di canti popolari e risorgimentali. L’appuntamento è per venerdì 11, dalle 10 alle 12, in Piazza Ganganelli ed in Via Battisti; si continua, solo in Piazza, nel pomeriggio, dalle 14.30.

Il “menu” della Fiera

Tradizionale appuntamento con la Casa dell’Autunno in Piazza Marini dove si trovano i prodotti tipici delle varie regioni italiane, nell’Arena ritornano gli allegri Trentini della Val di Sole, con polenta, spatzli e strudel, la piadina romagnola, meglio se con salsiccia e cipolle, si può gustare in Piazza Ganganelli insieme a castagne, spianate, fritti al cartoccio, fumanti spiedini, tartufi, miele, formaggio, vino novello. La Fiera è anche un luogo ricco di sorprese, dove si possono scoprire le specialità di altre nazioni, si possono gustare, passeggiando per le vie del paese, le gauffres del Belgio, i wusterl tirolesi, le empanadas argentine, le grigliate toscane, la birra artigianale veneta, i ceci alla brace, il porceddu ed i malloreddus sardi. I veri golosi troveranno sulla gradinata di Via Saffi, leccornie d’ogni tipo, tra cui i dolci alle castagne di Marradi. E per finire? Caldarroste e cagnina!

Cultura e curiosità

Santarcangelo, anche nel periodo di San Martino, presenta tanti eventi culturali: i Musei Comunali dall’1/11 saranno aperti, sabati e domeniche, dalle 15.30 alle 18.30, al Lavatoio, l’Associazione San Damiano, per il progetto “Io cammino Diritto”, propone l’incontro con Don Andrea Gallo che presenta il libro “Di sana e robusta costituzione”. Il Museo del Bottone sarà aperto anche durante la Fiera, la mostra “Cappelli d’Epoca” sarà allestita con copricapi d’una volta ed artigianali in Via Tavernello, 17.

Il Palio della Piada

Il Palio della Piada, giunto quest’anno alla 14^ edizione, si svolgerà in Piazza Ganganelli domenica 13/11, con inizio alle ore 14.00. Nato quasi per gioco nel 1998, il Palio è da anni organizzato dalla Pro Loco che, nel tempo, ha creato un marchio illustrato dal pittore Pino Boschetti. Il Palio ha l’obiettivo di diffondere e tramandare l’arte della piadina nelle giovani generazioni. Si sfideranno vere azdore romagnole, 27 gli iscritti, sia uomini che donne.

Città del Vino

La Festa di Santarcangelo coincide con la spillatura del vino novello, con l’occasione si celebra la Giornata Europea dell’Enoturismo, indetta dall’Associazione Città del Vino, a cui da anni aderisce anche il Comune di Santarcangelo.

Cibo come cultura – 7^ edizione

Un ciclo di conferenze, con letture e degustazioni, sulla Storia locale dell’Alimentazione organizzato da Biblioteca Comunale “A. Baldini”, Pro Loco di Santarcangelo e Fiera di San Martino. Appuntamento alle ore 21 presso la Sala Il Lavatoio, con ingresso gratuito e degustazioni a offerta libera.

Venerdì 18/11 – LA SCIENZA IN CUCINA DELL’ARTUSI – L’identità delle regioni nel “mangiar bene” italiano (Relatore: Alberto Capatti)

Venerdì 25/11 – DOLCE E ANTICO: IL MIELE – Storia, tecnica e folklore (Relatori: Laura Prosperi, Massimo Bottini, Carlo Cuccia)

Venerdì 2/12 – ITALIA BUON PAESE – 150 anni sulle patrie tavole (Relatori: Clara e Gigi Padovani)

 

Read Full Post »

La Fiera di San Martino, organizzata dal Comune di Santarcangelo di Romagna, è la storica festa dedicata a San Martino, probabilmente la fiera più rinomata della Regione e  nota in tutta Italia. Si tratta di una grande mostra-mercato dove si rinnovano di anno in anno la cultura e le antiche usanze. Da sabato 7 novembre 2009 a domenica 8 novembre 2009, mercoledì 11 novembre 2009 si svolgerà questa fiera, nota in tutto l’entroterra romagnolo anche come la Fiera dei Becchi.

La Fiera di San Martino originariamente era una mostra mercato per i contadini dell’entroterra romagnola che compravano bestiame e sementi. La Fiera è nota anche come la “Fiera di Bech” (Fiera dei Becchi, ovvero dei cornuti). Venivano appese un paio di grandi corna sotto l’Arco della centrale piazza Ganganelli, le corna dovevano segnalare oscillando, se la persona che vi passava sotto in quel momento era stata vittima del tradimento dell’altra metà. Ancora oggi le corna sono appese sotto l’arco in occasione della festa e se quando una persona vi passa sotto oscillano, vuol dire di si tratta di un “cornuto”.

Il programma della fiera è ricco e vario: – le bancarelle saranno presenti tre giorni: sabato 7, domenica 8 e mercoledì 11 novembre 2009; – gli altri settori merceologici, invece, funzioneranno per cinque giorni, da sabato 7 a mercoledì 11 novembre (i commercianti ambulanti saranno almeno 300, gli espositori specializzati saranno circa 250) Accanto alle tradizionali bancarelle che esporranno oggetti di abbigliamento, casalinghi, bigiotteria, oggetti retrò  ma anche auto e macchine agricole, vi sarà la tradizionale esposizione di oggetti di antiquariato e di  artigianato artistico. Tutta la città sarà invasa da bancarelle fin nei suoi angoli più reconditi e lontani. Sarà allestita anche una grande area giochi all’area Campana con un luna park che farà la letizia di grandi e piccini . Le iniziative collaterali saranno costituite da due pregevoli appuntamenti, divenuti ormai incontri fissi: il 12° Palio della Piadina, domenica 8 novembre, che metterà a confronto i personaggi pubblici ed i cittadini privati, la sfida sarà vinta da coloro che avranno steso e cotto la migliore piadina romagnola, e la 41^ Sagra Nazionale dei Cantastorie organizzata in collaborazione con l’A.I.CA., Associazione Italiana dei Cantastorie.

Anche quest’anno Casa Romagna in piazza Ganganelli e La Casa dell’Autunno in piazza Marconi saranno dedicate rispettivamente all’enogastronomia locale e delle regioni d’Italia, a tutti i visitatori saranno offerti stuzzicanti assaggi di tartufo, di miele, di olio, di formaggio, di conserve e di buon vino novello. Per la prima volta a Santarcangelo sarà ospitato uno stand con tutte le specialità gastronomiche del Trentino. Le buone osterie della città, in piazza Marconi, in via De Bosis e nella zona del Parco prepareranno i buoni piatti della cucina romagnola. La  Fiera di San Martino  infatti, rappresenta un appuntamento immancabile per tutti gli abitanti di questa terra romagnola, qui si possono trovare i ragazzi che hanno marinato la scuola, gli appassionati di antiquariato, i cultori del buon cibo, insomma un pubblico di visitatori vario per censo ed età che vuole festeggiare l’autunno e tutti i suoi prodotti: le caldarroste accompagnate da un bicchiere di Cagnina, il buon vino novello di questa terra.

Read Full Post »

p1040427

L’Arco Trionfale in piazza Ganganelli a Santarcangelo di Romagna è stato costruito nel 1772. Il monumento è stato realizzato per celebrare l’elezione al soglio pontificio del cardinale santarcangiolese Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli con il nome di “Clemente XIV” che sfortunatamente non riuscì a vedere l’opera compiuta perchè morì tre anni prima del suo completamento avvenuto nel 1777.

 L’amministrazione pubblica aveva pensato a diversi interventi per dimostrare in modo concreto l’orgoglio di aver dato i natali al nuovo Papa, un busto o una statua, ma la curia propose qualche cosa di imponente come ad esempio un arco. Il progetto fu affidato all’architetto imolese Cosimo Morelli, artista caro alla Santa Sede, che realizzò un’ arco trionfale dove collocare il busto del pontefice. A causa della morte di Clemente XIV il progetto iniziale fu ridimensionato, un po’ per la diminuzione di interesse e un po’ per la sospensione dei finanziamenti da parte della Santa Sede. Fu abolita anche la statua prevista in origine e sostituita con le più generiche insegne pontificie (stemma papale e tiara),

Il monumento attualmente costituisce una sorta di accesso alla città trovandosi  nella piazza centrale del paese. Il  progetto iniziale prevedeva una ubicazione più significativa con la deviazione addirittura della via Emilia. Secondo una folcloristica tradizione, è oggi maggiormente conosciuto come “Arco dei Becchi”, ossia dei Cornuti.

Read Full Post »

Santarcangelo di Romagna è una città costruita su un’inspiegabile labirinto di grotte. Si tratta di ipogei definiti erroneamente tufacei, sono circa 150 e sono incavati nell’arenaria e nell’argilla. Si trovano nella parte orientale del colle su cui si stende Santarcangelo, il Colle Giove, e sono disposti su ben tre piani.

p10405493

L'ingresso delle grotte di Santarcangelo

I collegamenti fra le concavità, i pozzi, gli scavi e le gallerie sono tali e tanti che una vera e propria città si è sviluppata in passato sotto quella che noi tutti vediamo e ben conosciamo. Si tratta di due tipi di grotte: un tipo a struttura semplice, con un corridoio con nicchie laterali a pettine e copertura a botte o crociera, e un secondo tipo caratterizzate da una struttura molto articolata. Le prime probabilmente più recenti fungevano da deposito oppure durante il dominio dei Malatesta una importante via di fuga. Durante la seconda guerra mondiale la popolazione si rifugiò nelle grotte per trovare un sicuro rifugio durante i bombardamenti.

p1040552

Il labirinto di grotte

Le seconde probabilmente furono usate per uso culturale. Ripensando ad antiche leggende raccontate intorno al fuoco dagli antichi abitanti e ai misteriosi riti propiziatori celebrati all’interno delle grotte monumentali, appena illuminate dalle torce appese alle pareti.  Nonostante i numero studi compiuti non si ancora riusciti a capire la funzione di queste grotte, secondo gli studiosi avrebbero potuto essere tombe etrusche oppure sacelli per il culto orientale del Dio Mitra, ma anche “basilichette” di monaci, catacombe paleocristiane, primitive abitazioni, riparo signorile.

p1040560

La grotta murata di una abitazione privata

Molti ipotizzano anche un uso molto pratico come cantine, grazie alla loro costante temperatura sono il luogo ideale in cui conservare il vino che viene prodotto in questa regione. Molte grotte infatti sono di proprietà di privati che le utilizzano come cantina. Se ci si trova a Santarcangelo di Romagna si devono visitare queste grotte dalle gialle pareti di “sabbione” dove in poco tempo ci si trova immersi in una atmosfera medioevale ricca di sacralità ed eresia.

Read Full Post »

La Rocca di Santarcangelo , costruita su ruderi romani, era nata per consentire un controllo del territorio con funzioni strategiche e militari, nei secoli però fu trasformata in residenza signorile Nel 1462 la Rocca fu conquistata da Federico da Montefeltro, riconquistata da Roberto, figlio di Sigismondo Pandolfo fu messa a ferro e fuoco da Cesare Borgia nel 1498. Caduto anche il Borgia, ed abbandonata dai Malatesta, la Rocca passò ai Veneziani che la cedettero alla Santa Sede nel 1505. Nei secoli successivi, e fino all’Unità d’Italia, fu data in affitto a vari signori e nel 1880 divenne proprietà della famiglia Massani. Nel 1903 fu acquistata dai Conti Rasponi, ereditata dai conti Spalletti e ceduta ai conti Colonna di Paliano che ne sono tuttora proprietari.

p1040476

La Rocca Malatestiana di Santarcangelo

La Rocca è racchiusa da alte mura fortificate, ha forma quadrangolare con un mastio angolare, ricavato da una torre voluta da Carlo Malatesta nel 1386, e tre torrioni a forma poligonale agli angoli dell’edificio fatti costruire da Sigismondo Malatesta per ospitare una buona guarnigione in grado di controllare i santarcangiolese che mal tolleravano la dominazione della Signoria riminese. Purtroppo a causa del trascorrere del tempo la struttura ha perso il coronamento di beccatelli e di merli, sono ancora visibili invece le iscrizioni in caratteri epigrafici antichi e latini, come prevedeva la moda umanistica del tempo. Nel cortile vi è un bellissimo acciottolato sotto il quale si trova una cisterna medievale ancora efficiente. Dal cortile si accede al mastio, con antiche scale a chiocciola che consentivano il collegamento ai vari piani. In una sala della torre, il 10 ottobre 1432, morì Galeotto Roberto Malatesta, detto il beato, nipote di Carlo e fratello di Sigismondo e Malatesta Novella.

La Rocca attualmente è la sede dell‘Associazione Sigismondo Malatesta, costituita nel 1988 e presieduta dalla Principessa Marina Colonna, proprietaria della rocca, che da un lato vuole valorizzare le tradizioni e la storia del territorio in cui sorge, dall’altro intende contribuire a collegare la città di Sant’Arcangelo di Romagna con altre città della cultura nazionale e internazionale attraverso mostre, film, seminari, incontri e convegni. Periodicamente la Rocca viene aperta al pubblico.

Eventi: 29-30 Maggio 2009 – Colloqui Malatestiani
Rocca Malatestiana – Santarcangelo di Romagna
La forma breve del narrare. Novelle, contes, short stories

Read Full Post »

La Rocca di Santarcangelo di Romagna risale al 1386. Come in molti paesi dell’entroterra romagnolo la sovranità della Signoria dei Malatesta (XII – XIV secolo) ha lasciato molte tracce anche a Santarcangelo di Romagna, costruita su una collina fra il fiume Marecchia e il fiume Uso è una delle cittadine meglio conservate di questa parte della Valmarecchia, il suo nucleo antico è racchiuso da una cinta muraria quattrocentesca con epigrafi marmoree fatte apporre da Sigismondo Malatesta.

Il primo riferimento storico al luogo dove oggi sorge la Rocca Malatestiana, in una estremità del monte, risale al Codice Bavaro, in cui si legge che alla fine del IX secolo, sull’altura “Mons Iovis”, sorgeva il castello chiamato Sant’Arcangelo. Il secondo riferimento alla fortezza, di un luogo fortificato – o castrum – rinvia a Federico Barbarossa che nel 1164 concesse da Sant’Arcangelo due diplomi ai monasteri ravennati di Sant’Apollinare e di San Severo.

La Rocca di Santarcangelo

La Rocca di Santarcangelo

L’aspetto attuale della Rocca è dovuto agli interventi nel 1447 di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, Fano e Senigallia, uno dei potenti eredi della nobile dinastia. Pandolfo Malatesta che non era solo un valente cavaliere ma anche un uomo di cultura che proteggeva gli artisti ed i letterati del rinascimento.

A partire dalla prima metà del XIII secolo, tra alterne vicende connesse alla lotta fra Guelfi e Ghibellini, il dominio su Sant’Arcangelo passò gradualmente ai Malatesta: il dantesco “Mastin vecchio” presidiò per breve tempo il castello in occasione del suo passaggio a capo della parte guelfa, e nel 1288 il figlio Gianciotto lo sottrasse per poco più di un anno al comune di Rimini. Fu nel XIV e nel XV secolo, con Galeotto (1323-1385), Carlo (1368-1429) e Sigismondo Pandolfo (1417-1468), che i Malatesta riuscirono ad acquisire il dominio incontrastato su tutta la vasta area circostante Rimini e grazie alla posizione della Rocca di Santarcangelo controllavano la valle del Marecchia fino alle colline e San Marino da una parte, fino a Cesena e al mare dall’altra.

Read Full Post »

Older Posts »