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Archive for the ‘Montefiore Conca’ Category

Una passeggiata attraverso il territorio che circonda Montefiore Conca consente di vedere terre coltivate, aree boschive e un ricco mondo ancora selvatico molto ben conservato. Qui si trovano boschi punteggiati di ulivi, ricchi di castagni e di querce, che costituiscono in una zona vicino al mare una vera rarità. Nella Valle del Ventena di Gemmano si possono ammirare nel loro habitat naturale animali come l’istrice, il capriolo e il cinghiale. Percorrendo i numerosi sentieri si può arrivare fino all’area protetta delle Grotte di Onferno e al confine con la regione Marche.

Montefiore Conca - La Rocca

Montefiore Conca - La Rocca

Se ci si ferma, dopo una escursione nell’entroterra romagnolo,  nel piccolo borgo di Montefiore Conca che sta a guardia della Valconca, sul confine con il Ducato di Urbino, con la sua rocca dal profilo squadrato visibile fin da lontano dalle spiagge, dai poggi e dalle pianura si può mangiare e bere in uno dei suoi tanti tipici locali: si tratta di una terra di grandi consuetudini gastronomiche, di sapori forti e piaceri delicati, di ricette arcaiche e di cultura della buona tavola, insomma una cucina tradizionale dal sapore genuino e semplice, legato ai prodotti della terra e alla stagione.

Le terre del comune si estendono dai  500 metri del Monte Tauro fino alle fertili terre del fiume Conca. Anche se il periodo di maggior splendore fu il medioevo fin dai tempi antichi diverse popolazioni si sono stabilite in questi luoghi  come testimoniato da reperti preistorici, tombe dell’età del ferro e resti di insediamenti romani. La sua storia si intreccia con quella della città di Rimini in quanto la Signoria dei Malatesta scelse questa zona per edificare una grande ed imprendibile fortezza, da utilizzare sia come residenza e luogo di rappresentanza che come baluardo strategico-militare verso il confinante Ducato di Urbino. 

Il paese di Montefiore

Il paese di Montefiore

La rocca o castello è stata recentemente restaurata ed è totalmente fruibile, anche negli ambienti fino ad ora non raggiungibili. Per la prima volta si possono ammirare le pregiate pitture del XIV secolo attribuite a Iacopo Avanzi che si trovano nella Sala dell’Imperatore e del Trono. I numerosi materiali rinvenuti con il restauro offrono uno spaccato della vita del castello nella sua quotidianità: la vita di corte, l’attività artigianale e militare. A circa un chilometro dalla contrada si trova il Santuario della Madonna di Bonora, un luogo di culto mariano, meta di pellegrinaggio dei fedeli di tutta la regione Emilia Romagna, nella Canonica infatti sono esposti decine di ex-voto, alcuni molto antichi. Il Santuario risale agli inizi del 400 e fu fondato da un eremita di nome Ondidei Bonora.

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(Continua da articolo precedente) Prima ancora Malatesta Ungano fece decorare questo edificio con uno stemma lapideo con cimiero e con dipinti. All’interno della rocca nelle belle sale con volta a crociera sono esposti gli affreschi di Jacopo Avanzi esempi di pittura laica del XIV. Nella sala detta dell’”Imperatore” che è affiancata alla “Sala del trono” ed alla “Sala del Papa” vi sono alcuni ritratti di antichi eroi e due scene di battaglia. Sono gli unici resti di decorazioni pittoriche rinvenute negli edifici privati malatestiani.

Sulla porta del paese che nel Medioevo era munito di ponte levatoio è posta una targa lapidea con gli stemmi del pontefici Pio II Piccolomini e del cardinale legato Niccolò Forteguerri realizzata da un lapicida ferrarese di nome Giacomo e che nel 1464, dopo la sconfitta dei Malatesta, andò a sostituire lo stemma malatestiano. Continuando a salire si arriva al vasto terrazzo sulla sommità della fortezza dal quale si ammira un panorama unico dell’entroterra riminese e nei giorni in cui il cielo è particolarmente terso si riescono a vedere la coste della Dalmazia dall’altra parte del Mare Adriatico. Con la disfatta dei Malatesta si succedettero vari signori. Il paese fu governato dai conti Guidi di Bagno, dai Borgia, dalla Repubblica Veneziana, da Costantino Commeno, principe di Macedonia che morì a Montefiore nel 1530, dallo Stato Pontificio e dal governo della Repubblica Cisalpina.

 La strada ai piedi della cinta muraria consente una piacevole passeggiata nel verde, a metà percorso si trova la “Porta Nova” appoggiata al “muro grosso” di nord–est che conserva i tratti dell’antico bastione. Nel paese si può visitare la piccola Chiesa dell’Ospedale con i resti di affreschi del Quattrocento che ritraggono i beati. 

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Partiti da Rimini e percorsa di sbieco quella parte dell’Entroterra Romagnolo attraversata dal fiume Conca, oltrepassato Montecolombo e San Clemente si arriva, dopo aver imboccato l’antica via Petrosa e superato diversi tornanti, alla maestosa Rocca di Montefiore Conca.  Si tratta del più caratteristico dei castelli malatestiani, con una insolita forma geometrica prismatica, con una roccia liscia e sfaccettata, compatta e cristallina che si scorge fin dalla pianura e dalle colline romagnole e marchigiane nonché da un lungo tratto della costa adriatica.

La rocca ha un aspetto così insolito che Giovanni Bellini la riprodusse in almeno due dei suoi dipinti. Il bellissimo borgo antico di Montefiore che circonda la rocca è inserito nel circuito nazionale dei “Borghi più belli d’Italia” in quanto è rimasto integro dai tempi della Signoria di Rimini, con le sue piazze e le sue chiese. Le sue caratteristiche ambientali e turistiche gli hanno valso l’assegnazione della Bandiera Arancione del Touring Club Italia.

La Rocca di Montefiore Conca

La Rocca di Montefiore Conca

Al paese si accede dalla Porta Curina che risale al secolo XIV/XV, all’ingresso si trova la Chiesa di S. Paolo che contiene alcune pregevoli opere come la pala d’altare del XVI secolo, un affresco che raffigura la Madonna col Bambino del XV secolo e un Crocifisso ligneo di scuola riminese del Trecento. Il nucleo originario risale al Duecento ed è costituito da una torre e da un palazzo residenziale, protetti da una cinta muraria con al centro un cortile e una cisterna. Nel trecento, furono realizzati ampliamenti al castello e furono realizzate le mura che circondano tutto il paese. Una rampa di accesso conduce ad un giardino con un pozzo del 300, qui sorgevano le contrade “Nova” e “Campo Fiore”. Oggi è uno dei luoghi più romantici del riminese, ideale per passeggiare con il proprio amore amore mano nella mano, soprattutto durante le calde serate estive. Qui si  svolgono concerti e feste .

L’ultima porta della fortezza ha murato un pregiato stemma Malatestiano. La Rocca fu occupata dai Malatesta per più di cento anni. La rocca non era solo la maggior fortezza della Casata dei Malatesta che gli consentiva di difendere i confini con il Montefeltro dagli attacchi del Ducato di Urbino, dominando la media valle del Conca e quella del Ventena, ma anche una prestigiosa residenza dove si ricevevano i Re, gli Imperatori, i Principi e i Papi con le loro corti che gareggiavano con quella dei Signori di Rimini per ricchezza e raffinatezza. Malatesta Guastafamiglia ospitò nel 1347 il Re di Ungheria, Luigi il Grande.

L'ingresso alla Rocca

L'ingresso alla Rocca

Qui nacque nel 1377 Galeotto Novello Malatesta , detto anche Belfiore, dal luogo in cui era nato. Fu Sigismondo Malatesta   ad ingrandirla e a potenziarla e a trasformarla così come la vediamo oggi. Anche il paese vide sorgere numerose istituzioni civili e religiose come monasteri, ospedali e il Monte di Pietà.

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