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Archive for the ‘Entroterra Romagnolo’ Category

L’Appennino Tosco-Romagnolo è una terra accogliente e meravigliosa, ricca di cultura e tesori naturali nei suoi crinali e nelle sue vallate. Grazie all’Associazione GEA (che riunisce le Guide Escursionistiche Appenniniche, nata nel 2004, si può visitare l’Appennino italiano, conoscere le piante e le loro proprietà, le strutture ricettive costituite da piccoli alberghi ed agriturismi a gestione familiare, camminare con tranquillità per ammirare foreste incantate e praterie sconfinate, scoprire le storie e le leggende del nostro paese. Tutti coloro che amano il trekking non possono perdere l’opportunità di partecipare alle escursioni organizzate dall’Associazione GEA per trascorrere giornate all’aria aperta, vedere posti nuovi, evadere dalla routine quotidiana vivendo semplicemente una splendida giornata a contatto con la natura.

Escursioni dal mese di marzo 2010 al mese di gennaio 2011

Eremo di Cerbaiolo (Pieve S. Stefano) – L’eremo è costruito su un terreno impervio, circondato da una fitta vegetazione che sembra proteggerlo e nasconderlo dalla confusione del mondo.

Festa di primavera (Cesane) – Nel Bosco delle Cesane si festeggia l’arrivo della primavera, all’aria aperta e con corse e giochi nei prati.

Week-end del benessere a Saturnia – Un fine settimana dedicato ai bagni e alle cure termali soggiornando in un agriturismo a Pitigliano.

I forti spagnoli dell’Argentario – Il promontorio del Monte Argentario si affaccia sul mare davanti all’arcipelago toscano, camminando nelle pinete s’incontrano maestose fortificazioni spagnole. I

n Umbria si compie un percorso tra medioevo e natura, si parte dalla città fino all’antico acquedotto della Gola del Bottaccione fino ai monti Eugubini.

Gli eremi dell’Appennino tosco-romagnolo – In origine erano 21 chiese che fin dall’anno mille custodivano la vita religiosa della vallata di Tredozio e Modigliana. Gli eremi sono stati recentemente restaurati.

Il sentiero dei pellegrini sul Gargano (Puglia) – Sul promontorio del Gargano si trovano i resti di necropoli daune, d’antiche abbazie ricoperte dagli arbusti ed eremi a picco sul mare.

Foreste Casentinesi (Romagna) – Un primo percorso, ad anello, che parte da Bagno di Romagna per attraversare antiche mulattiere e fitti boschi. Oppure che parte da Pietrapazza per arrivare alla Siepe dell’Orso dove si trova un’antica chiesa vicina ad un piccolo affluente del Bidente. Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si trova la cascata dell’Acquacheta.

Lozzole (Toscana) – Appennino tosco-romagnolo – Il trekking si fa attraverso un crinale appenninico che si trova tra i fiumi Lamone e Senio, qui si trovano i resti di un borgo con una chiesa cinquecentesca ben conservata.

Parco Regionale Corno alle Scale (Emilia) – entro i suoi confini si trovano la cascata del Dardagna, il Santuario di Madonna dell’Acero e l’eremo di Madonna del Faggio.

Camaldoli (Toscana) – L’Eremo di Camaldoli si trova nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, immerso nel silenzio e circondato da abeti secolari.

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Il Touring Club Italiano ha selezionato e certificato alcune località dell’ Entroterra Romagnolo assegnandogli la prestigiosa bandiera arancione. Il T.C.I. è  una organizzazione no-profit che dal 1894  ha l’obiettivo di diffondere i valori del turismo e della “cultura della tutela dell’ambiente e del paesaggio” e accompagnare i viaggiatori con pubblicazioni e guide.

Il T.C.I. ha varato un progetto che prevede di premiare le località dell’entroterra italiano (con al massimo 15.000 abitanti) che offrono un turismo di qualità sia nell’offerta di servizi che nella accoglienza turistica, con l’assegnazione della Bandiera arancione. Tale idea è nata e si è sviluppata in Liguria nel 1998 allo scopo di valorizzare l’entroterra ligure, ancora lontane dai normali flussi turistici tradizionali. I comuni candidati sono sottoposti ad attenti esami per cui per il comune si tratta di valorizzare le risorse locali, sviluppare la cultura dell’ accoglienza, dare impulso all’artigianato e alle produzioni tipiche. 
Bagno di Romagna

Bagno di Romagna

L’assegnazione della bandiera si basa su un modello di analisi (Modello di Analisi Territoriale) che prevede dei sopralluoghi nelle aree interessate ed una analisi accurata delle località che hanno richiesto l’assegnazione della bandiera arancione attraverso ben 135 criteri, alcuni dei quali sono: 

  1. accoglienza: informazioni (siti internet-segnaletica stradale- trasporti);
  2. ricettività e servizi: alberghi, ristoranti, servizi vari;
  3. fattori di attrazione turistica: monumenti, resti archeologici, storici, eventi folcloristici;
  4. qualità ambientale: raccolta differenziata e educazione ambientale; 
  5. valutazione qualitativa: arredo urbano ed atmosfera.
Entroterra di Bagno di Romagna

Entroterra di Bagno di Romagna

Per il turista la bandiera arancione è garanzia di una offerta turistica di qualità, soprattutto perchè il marchio è temporaneo (durata due anni) ed è subordinato al mantenimento dei requisiti.

L’assegnazione della bandiera arancione è garanzia per il tussrista che sa che si tratta di luoghi in cui sono state affettuate serie analisi, attraverso

Le bandiere arancioni della Regione Emilia-Romagna sono: Bagno di Romagna-Bobbio-Brisighella-Busseto-Castell’Arquato-Castelvetro di Modena-Castrocaro Terme e Terra del Sole-Fanano-Fiumalbo-Fontanellato-Longiano-Monteleone (frazione di Roncofreddo)-Montefiore Conca-Portico e San Benedetto-Premilcuore-San Leo-Sestola-Verucchio-Vigoleno (frazione di Vernasca)
Hotel Euroterme

Hotel Euroterme

L’ iniziativa è in continua evoluzione, fino ad ora sono state assegnate le bandiere arancioni a 100 comuni.

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La Valmarecchia è così chiamata in quanto attraversata dal fiume Marecchia. Si estende attraverso tre regioni, la Toscana, le Marche e l’Emilia Romagna. Comprende i comuni di Rimini, Verucchio, Santarcangelo, Torriana, San Leo, Novafeltria, Pennabilli Ponte Messa, Badia Tedalda, Pratieghi, Sant’Agata Feltria, Ponte Presale, Ponte Messa, Molino di Bascio, Ponte Santa Maria Maddalena, Ponte Verucchio, San Martino dei Mulini che rientrano nella provincia di Arezzo, Pesaro e Urbino e Rimini.

Morfologia della Valmarecchia

Morfologia della Valmarecchia

Nella zona del Montefeltro le valli sono caratterizzate da scarpate con formazioni di argilla scagliosa tra le quali si trovano alte rocce ritagliate. La particolare formazione geologica ha caratterizzato la storia di questi luoghi in quanto i nuclei abitati si sono sviluppati intorno alle rocce più alte, qui in epoca romana e medievale furono costruite torri di segnalazione e castelli che consentivano per la loro posizione strategica la difesa del territorio. L’unico comune a sorgere nella valle fu Novafeltria.

La penisola era originariamente ricoperta dall’acqua, il fondo del mare era costituito da roccia friabile ricoperta di fango che ha dato origine alla formazione detta dell’argilla scagliosa. Ancora oggi è possibile vedere questa formazione geologica: prendendo la superstrada E45 per Roma, nel pressi della località di Bagno di Romagna lo sguardo segue le formazioni appenniniche che costeggiano il percorso e coglie degli strati colore grigio inclinati che si alternano a strati rocciosi alti fino a 20 cm. Si tratta delle formazioni argillose. Le grandi lastre calcaree trasportate dall’acqua con il progressivo sciogliersi dei ghiacciai si fratturarono in tante parti e diedero vita a quelle formazioni rocciose chiamate Monte Varna Monte Fumaiolo. Altre rocce maestose sono la roccia di San Leo e il Monte Titano, la rocca di Verucchio e di Torriana.

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La porta di ingresso alla Valle del Conca è costituita dal paese di San Giovanni in Marignano sviluppatosi sin dal passato grazie alle sue terre fertili e ricche di prodotti che lo hanno fatto conoscere come il granaio dei Malatesta. Grazie all’ottima produzione vinicola dal 2000 fa parte del Club nazionale delle Città del vino, con città come Asti, Montalcino e Montepulciano. Tra le iniziative del borgo la più importante è senza dubbio la Notte delle Streghe, festa che si svolge nel mese di Giugno ed è legata al solstizio d’estate. Qui si trova il prestigioso Riviera Golf Club, meta irrinunciabile per gli appassionati del gioco del golf, e un centro ippico di pregio, il Riviera Horses.

Ai confini della Signoria invece si trova Montescudo, verso San Marino e il Montefeltro, sopra un crinale che separa la pianura riminese dal primi monti dell’Appennino, fra i quali spicca il Monte Carpegna. Località strategica in passato per la sua posizione, oggi rimane un paese agricolo con ricche coltivazioni dove la trazione contadine si integra con la moderna gastronomia. In particolare la consistenza e la natura dei terreni sono ideali per la coltivazione della patata. Montecolombo è adagiato su una morbida collina dal quale domina il fiume e la pianura sottostante. Il centro storico è ricco di testimonianze medioevali, in specifico sono visibili i resti di antiche fortificazioni. Particolarmente belli sono due antichi lavatoi recentemente restaurati.

Saludecio ha mantenuto fin dal passato la posizione di piccola capitale della vallata, ricco di palazzi signorili. Un luogo in cui si sono fusi le necessità difensive della zona con l’attività agricola e umana. In particolare la settecentesca chiesa di San Biagio, conosciuta anche come Santuario del Beato Amato Ronconi, ospita un ricco museo di arte sacra.  Affascinante e coinvolgente è ogni agosto l’”Ottocento Festival”, una manifestazione che propone esibizioni, mostre, performance ed happening dedicati al XIX secolo ed ispirate alla innovazioni più significative realizzate dall’uomo. Questo paese fa parte anche dell’Ass.ne Italiana Paesi Dipinti grazie agli oltre 40 murales realizzati da Arperc sui muri delle case.

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Chi decide di trascorre una giornata a contatto con la natura passeggiando per la campagna e per i boschi dell’entroterra romagnolo può ammirare vari tipi di vegetazione.  Le zone rocciose sono molte e si può spendere un po’ di tempo cercando le piante tipiche delle zone resistenti alla aridità, al sole e all’azione dei venti. Si tratta di organismi specialisti come il Sedum album e la S. maximum, il Vilucchio bicchierino, la Violaciocca e soprattutto la Ruta comune, dal forte profumo aromatico. Non è difficile trovare alcune specie di uccelli mediterranei che ben si adattano alla vita tra le rupi. Tra le pareti ricche di fessure possono nidificare il Gheppio e il Passero solitario, un uccello di colore blu (maschio) o marrone (femmina).

I calanchi sono ricoperti da una vegetazione erbacea ed arbustica, in alcuni punti anche molto complessa. In più punti i terreni sono instabili, franosi e soggetti a colate nelle fasi piovose, aridi e secchi nei periodi caldi. Le piante caratteristiche sono l’Agropyron pungens, l’Aster Linosyris e l‘Artemisia cretacea. Nelle zone più umide si trovano estese formazioni di cannuccia del Reno, una graminacea che trattiene il terreno e lo prepara per le specie più esigenti.

Visita La Republica di San Marino

Le tre torri di San Marino e l'entroterra romagnolo

Entroterra Romagnolo e le Tre Torri di San Marino

Lungo le sponde del fiume Marecchia e nei vari bacini artificiali presso il suo corso si trova una vegetazione paludosa composta da canneti di Canna di palude, particolarmente fitti dove l’acqua è ferma e poco profonda. Legate all’acqua vi sono piante come la Salcerella, la Mestolaccia e i giunchi. Trovando un buon posto di osservazione si possono studiare gli uccelli che si  fermano durante la migrazione per riposarsi e nutrirsi. Uccelli migratori sono come la Cicogna bianca, la Cicogna nera e il Falco pescatore. Alcune specie si sono insediate stabilmente a testimonianza che si tratta di una zona ecologicamente sana ed adatta alla riproduzione. Nelle garzaie di Nitticora hanno nidificato le  coppie di Garzetta e la Sgarza dal ciuffo, l’Airone rosso, la Marzaiola, la Pavoncella ed il Falco di palude.

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Il colle di Covignano

Appena fuori Rimini si trova il Colle di Covignano o Collis vineanus (colle delle vigne) dal quale si gode il bellissimo panorama della costa adriatica. E’ proprio su questo colle che sono stati rinvenuti i più antichi insediamenti umani risalenti addirittura al Paleolitico. Dove ora si trova il seminario sono state trovate tracce di un villaggio dell’età del Bronzo. Molto interessante è il deposito votivo del VI secolo a.C. di Villa Ruffi. Ma le ricchezze storiche ed archeologiche del Colle di Covignano non finiscono qui.

Percorrendo via Covignano dopo la prima salita si trova la ex chiesetta del Crocifisso con un portale gotico perfettamente conservato, si percorre poi la “Via Crucis delle Grazie“, dove si possono ammirare entro le varie cellette le ceramiche dello scrittore Elio Morri, fino al Santuario della Madonna delle Grazie divenuto nel tempo convento francescano, con un suggestivo chiostro. Particolarmente devota alla “Madonna delle Grazie” è la gente di mare, il soffitto della chiesa infatti richiama la carena di una nave e la chiesa è ricoperta di ex voto, alcuni molto antichi. Si trova qui il Museo degli Sguardi dove sono esposti tutti gli oggetti raccolti dai missionari francescani in Africa e in Nuova Guinea.

La Chiesa di San Fortunato, che si trova più a monte, era una antica abbazia degli Olivetani di S. Maria in Scolca, prima ancora una fortificazione militare, per la sua posizione privilegiata. In cima al colle si trovava il convento dei Padri Romiti, ora sono rimaste solo delle grotte dette appunto dei Romiti. Non si sa bene per quale ragione furono scavate queste grotte, così intorno alla loro esistenza sono fiorite decine di leggente alimentate dal fatte che furono realizzate con particolare cura e con uno schema molto regolare. Le antiche fonti romane sono state trasformate nelle Terme della Galvanina. Tra le tante ville che sono state costruite in collina in particolare, per il suo valore storico, è da ricordare Villa Ruffi, dove furono ingiustamente arrestati alcuni capi repubblicani guidati da Aurelio Saffi. Si trattò di uno dei primi scandali politici dell’Italia Unita.

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Castello di Ribano

Il Castello di Ribano risale al XI secolo. Fu fino al 1500 luogo di villeggiatura, di preghiera e di lavoro dei Monaci di Classe che producevano, nella bellissima grotta con soffitto “a volta”,  un vino che divenne ben presto famoso per la sua qualità.  Con la rivoluzione francese i monaci furono cacciati e il castello con i vigneti passò di mano in mano, con alterne fortune, fino alla famiglia savignanese dei Vallicelli.

L’ultimo dei Vallicelli lo lasciò in eredità al Conte Gioacchino Rasponi nipote del Re di Napoli. Fu uno dei personaggi più illustri del patriziato liberale di Ravenna di cui fu sindaco nel 1865.

Dai Rasponi il Castello di Ribano passò ai Conti Spalletti fino all’attuale proprietario, il Principe Giovanni Colonna di Paliano, nipote del conte Giambattista Spalletti e figlio di Donna Maria Luisa Colonna Spalletti.

Ingresso Castello di Ribano con stemma della famiglia Colonna

Ingresso Castello di Ribano con stemma della famiglia Colonna

La nobile famiglia Colonna è proprietaria anche della fortezza, con residenza, di Santarcangelo di Romagna. La Rocca di Santarcangelo nel 1447, durante la signoria di Sigismondo Pandolfo, assunse l’aspetto che ancora oggi mantiene: fu ridotta l’altezza del mastio (costruito nel 1386) e vennero costruiti i tre torrioni poligonali posti agli angoli dell’edificio principale.

Cipressi lungo il viale di ingresso al Castello

Cipressi lungo il viale di ingresso al Castello

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