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Archive for settembre 2009

La costruzione del Castello di Gradara (comune in provincia di Pesaro-Urbino)  si sviluppò intorno ad una alta torre medievale nel 1150, in seguito i Malatesta trasformarono la torre in Rocca, arricchendola di nuove costruzioni e circondandola con due possenti cinte murarie. Il Castello di Gradara svolgeva per la Signoria di Rimini una duplice funzione:  una funzione difensiva ed una di sontuosa residenza. Come la Rocca di Montefiore anche la Rocca di Gradara era un bene allodiale dei Malatesta, cioè una proprietà acquistata e non ottenuta per concessione pontificia. Nel sistema di sicurezza del litorale tale Rocca si univa in un’ipotetica linea difensiva con le Rocche di Gabicce, di Casteldimezzo, di Fiorenzuola e di Tavullia. Nel 1364 Malatesta Guastafamiglia assegnò Montefiore e Gradara ai figli Malatesta Ungaro e Malatesta Pandolfo, quest’ultimo grande amico del Petrarca era il padre di Malatesta dei sonetti che morì proprio nella Rocca di Gradara. Pandolfo Malatesta era molto interessato alle arti, sia alla poesia che alla pittura, reclutò artisti, anche a Firenze, come Lorenzo Ghiberti che decorò la sua abitazione a Pesaro. Fu sempre Pandolfo che commissionò le decorazioni ad affresco con immagini di eroi e di battaglie nel Castello di Gradara.  

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La Chiesa medievale di Valliano – frazione di Montescudo – , già Abbazia Benedettina (sec. IX), inter rivos, fu costruita sulle rovine di un tempio pagano del quale restano ancor oggi le fondamenta circolari. A destra e a sinistra di tali resti sono state trovate due vetuste tombe in ciottoli e pietra.  

Nell’anno 1775 la chiesa  fu restaurata secondo le tecniche allora vigenti, rinascimentali e barocche. Durante tale trasformazione fu murata la porta d’ingresso originaria della chiesa. Ora rimane solo il triangolo sinistro del timpano. Purtroppo durante la guerra, nel mese di settembre 1944, fu quasi totalmente distrutta dai bombardamenti precedenti gli aspri combattimenti per la conquista di Rimini. Particolarmente danneggiato fu il lato rivolto verso Rimini in quanto la bufera veniva dal mare e dal crinale di Coriano. Della struttura furono danneggiate le colonne, i capitelli, gli archi e i fregi, mentre si salvarono, in quanto in parte interrati, i ciottoli, i mattoni, le pietre da taglio della struttura muraria medievale. La chiesa non è stata ricostruita, si è conservata così come muta testimonianza di quei terribili giorni.

Sul piccolo poggio si trova oggi una struttura a cielo aperto che mostra gli altari frantumati dalle bombe e una toccante croce realizzata con due travi del tetto, un ampio arco aperto dove una volta si trovava l’organo a canne. Della facciata si possono ammirare la parte inferiore con le bianche pietre da taglio medioevale e la piccola porta di origine romana. Dentro il finestrone è stata collocata la campana della pace regalato da tutti coloro che combatterono, germanici, inglesi e italiano. Con la scritta:  Mai più guerreWar never again nie wieder Krieg.

Dentro la Chiesa è stato disposto il Museo Storico della Linea Gotica Orientale che contiene una interessante raccolta di fotografie scattate dai fotografi inglesi sul campo di battaglia.

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I monumenti di Gradara

Teatro Comunale (XVIII sec.)

L’attuale Teatro Comunale era compreso originariamente nel complesso architettonico di Palazzo Rubini-Vesin. Ha una platea di 69 posti. Fu adibito a teatro nel 1870 e restaurato nel 1987.

La Chiesa di S. Giovanni Battista (XIII sec.)

La chiesa esiste dal 1290, fu più volte restaurata ed abbellita dai signori di Rimini, i  Malatesta, e dai signori di Milano, gli Sforza. Il Marchese Carlo Barzi-Mosca la restaurò tra il 1770 e il 1790. All’interno di possono ammirare: un crocefisso ligneo dello XV secolo, con tre differenti espressioni del volto, proveniente dalla cappella privata della Rocca, una tela raffigurante “Santa Lucia” di Giangiacomo Pandolci del 1607, una pala di altare di Lazzarini.

Porta Firau (1697)

Questa porta è l’unico ingresso al castello. D’origine medioevale il ponte levatoio e il fossato sono stati sostituiti alla fine del 1600 dalla rampa e da un portale di legno ancora esistenti. Sulla porta si può leggere la dedica a Giuseppe Firau, delegato pontificio dell’epoca, la data e la firma del maestro costruttore (Giuseppe Vichi). Il guardiano della porta era una figura preminente in città perché fin dai primi del ‘900 apriva la porta al levar del sole e la chiudeva all’ora dell’Ave Maria. La porta fu restaurata nel 1997.

Porta Nova

La Porta Nova fu così chiamata perché costruita dopo le mura per garantire un altro accesso al centro storico. I due cardini che si vedono all’interno hanno un importante valore per appassionati cinofili in quanto furono fatti realizzare dal regista Roberto Rossellini che girò proprio qui il film Vanina Vanini nel 1961 con

Chiesa SS. Sacramento (XVI sec.).

La chiesa fu fondata dalla Duchessa Vittoria Farnese nel 1597 per la Compagna del SS. Sacramento. Nel 1750 fu riedificata completamente. La pala d’altare, del 1597, è attribuita al pittore urbinate Cimatori. Di notevole pregio è l’organo a mantice del 1700. Sono conservate le spoglie di S. Clemente, martire romano del II sec.

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Il comune di Coriano si trova in provincia di Rimini a pochi chilometri dalla costa adriatica, ha una superficie di circa kmq. 50 e si trova a m.102  s.l.m., fra Rimini, Riccione e San Marino, l’antica terra della libertà. Si suddivide nelle frazioni di S. Andrea in Besanigo, Cavallino, Cerasolo, Cerasolo Ausa, Monte Tauro, Mulazzano, Ospedaletto, Passano, Puglie, San Patrignano e Vecciano. Il nome Fondus Cornellanum (Coriano) deriva dalla patrizia romana Cornelia. Non vi sono però molte tracce del suo passato romano, mentre i Signori di Rimini,  i Malatesta, diedero lustro a questa terra. Nella loro solennità sono ancora ben visibili gli archi e le mura del castello. A causa dei dissidi con la Chiesa di Roma i Malatesta persero il castello che passò in mano ai Passatelli di Imola, quale donazione di Papa Clemente VII fino 1605. Coriano fu assoggettato al dominio della Chiesa poi entrò a far parte del Regno Sabaudo. Diventò Mandamento, sede di Pretura e di Tribunale e di importanti uffici.

Diverse personalità ebbero i natali in Coriano, in particolare si può ricordare, per le recenti vittorie, il motociclista Marco Simoncelli, Campione del Mondo classe 250 c.c.  Il Comune di Coriano merita di essere visitato però, non solo per l’antica Rocca Malatestiana e il suo passato storico, ma anche per le sue antiche tradizioni gastronomiche e vinicole.

Se un turista decide di trascorrere una giornata visitando l’entroterra romagnolo, si deve recare in questo territorio che offre la possibilità di effettuare bellissime escursioni nel Parco Fluviale del Marano e lungo il bacino del Rio Melo. Il territorio è ricco di cantine e osterie pronte ad offrire i piatti tipici della cucina romagnola dove sono utilizzati i preziosi prodotti offerti da questa terra come le olive e l’olio, il miele, i funghi, la frutta di stagione, i formaggi, il vino, il tartufo. Le vecchie trattorie sono state trasformate in agriturismi, residence, bed and breakfast, in grado di ospitare i turisti enogastronomici attratti dai prodotti locali. Anche se a Coriano si trovano aree produttive e commerciali, come nella zona di Cerasolo Ausa, non bisogna dimenticare che il territorio è ricco anche di aziende agricole che producono ortofrutta biologica, di cantine vinicole, di fungaie, di frantoi olio di oliva extravergine e di apicoltori. Grazie alla Pro-Loco corianesi ogni anno in autunno ha luogo un appuntamento,  la Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali che è luogo di incontro tra i  produttori e i consumatori che colgono l’occasione per gustare e assaggiare i vini nuovi corianesi e i dolci autunnali ma anche per visitare gli stands fieristici con artigianato del vimini, del rame, del ferro battuto, dell’antiquariato, dei mobili rustici.

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