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Archive for luglio 2009

Il museo etnografico di Valliano

All’insegna della memoria e della partecipazione è stato fondato il Museo Etnografico Valliano, a Montescudo. Se ci si trova a fare una passeggiata, a piedi o in bicicletta, in questa bellissima parte dell’Entroterra Romagnolo si deve fare una visita a questo museo che si trova presso il Santuario di Valliano, consacrato a Maria Succurrente.

Il Santuario ha dei bellissimi affreschi del XV e XVI secolo e una ricca raccolta di ex-voto d’argento donati dai fedeli che hanno ricevuto una grazia. Il Museo etnografico si articola in diverse sezioni.

Una sezione è dedicata all’apicoltura con la presentazione degli attrezzi usati per la lavorazione del miele (arnie, telai, smielatori). Un’altra sezione presenta tutta la procedure per la macellazione del maiale, attività che in passato avveniva all’interno delle abitazioni, nei luoghi più asciutti, ad esempio solai e soffitte, venivano poi conservati i salumi per la stagionatura. Nel museo sono esposti anche molti oggetti attinenti al lavoro dei campi, alla cura del bestiame, alla lavorazione dell’olio, attività che riveste ancora una notevole importanza in questa zona. Gli oggetti di terracotta e un tornio di legno sono i testimoni di una attività svolta a Santa Maria del Piano: la lavorazione dell’argilla.

Al museo è esposto anche un focolare che costituiva il cuore della casa, qui  si cuocevano i cibi ma ci si riuniva anche per parlare e tramandare le conoscenze. Il lavoro domestico di tessitura di fibre e di tessuti di canapa e di lino si è sviluppato fino a portare alla nascita di una industria tessile che dato impulso allo sviluppo della zona. La fabbrica fu fondata nel 1927 da Giuseppe Magnanelli e Silvino Selva e fu attiva e produttiva fino alla fine della seconda guerra mondiale.

In un’altra area del museo sono esposti i giocattoli: lo schioppetto di canna, il disco di legno da lanciare con una stringa di cotone, la slitta e la caratella. Oggetti semplici costruiti in legno ma che hanno consentito ad intere generazioni di bambini di giocare e divertirsi.

La presentazione dei temi del museo è affidato ad alcuni pannelli che con fotografie e testi illustrano il rapporto tra l’uomo e il territorio in cui vive e dal quale trae il suo sostentamento, tra la casa e la famiglia contadina nel periodo pre-industriale.

Il Museo è sorto intorno agli anni ’70 dall’esperienza didattica di un gruppo di insegnanti e di studenti della Scuola Media di Montescudo che volevano mantenere vivo il ricordo della storia del territorio. In particolare spiegare le attività agricole ed artigianali della comunità di Montescudo nel passato. Ma anche raccontare come si svolgeva la vita in famiglia, quali erano i lavori svolti dalle donne in casa e come si divertivano i bambini. Le testimonianze derivano dalle interviste fatte dai ragazzi ai nonni e ai conoscenti, agli artigiani e ai contadini del posto. Nel contempo sono stati recuperati anche preziosi oggetti del passato.

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Colombarone

Proprio vicino a Gradara, tra Pesaro e Gabicce, si trova la località di Colombarone, in provincia di Pesaro, a ridosso del Parco Naturale del Monte San Bartolo. E’ una località che si raggiunge molto facilmente in autostrada: da nord, uscita A14, casello di Cattolica direzione Pesaro e da sud, uscita A14, casello di Pesaro direzione Rimini. Si possono visitare la Villa Romana e la Basilica paleocristiana di San Cristoforo ad Aquilam, e studiare attentamente l’area archeologica di San Cristoforo ad Aquilam. In età romana in questa zona sorsero molte fattorie ed un piccolo villaggio proprio lungo la via Flaminia, principale via di comunicazione. Verso la fine del III secolo d.C. venne costruita una lussuosa residenza di campagna per un possidente terriero o funzionario statale. Grazie al lavoro attento degli archeologici si è potuta ricostruire la pianta della villa costituita da un ingresso con un cortile porticato, due sale da cerimonie, una zona termale, alcune stanze destinate alla residenza e molti altri locali dove sono ancora in corso lavoro di scavo. Nel VI secolo il settore di rappresentanza della villa venne trasformato in una chiesa cristiana con un’aula di culto, con abside, ed una torre campanaria. Un’area viene adibita a cimitero. La chiesa venne  più volte modificata ed ampliata nei secoli successivi.

Alla fine del XII secolo la chiesa venne abbandonata e al suo posto fu costruita la “Chiesola”, ancora integra nel settecento, ma di cui ora è rimasto solo un muro perimetrale (fu quasi interamente distrutta nel 1858). Della basilica di San Cristoforo ad Aquilam si sentì parlare per la prima volta nel 743 d.C. quando divenne il luogo di incontro tra il papa Zaccaria e il comandante militare dei Bizantini d’Italia, l’esarca Eutiche, che si incontrarono per discutere del pericolo dell’invasione dei Longobardi.

I lavori di ricerca nella zona, iniziati nel 1980, hanno consentito di portare alla luce, la villa, la basilica e la pieve che insieme coprono un periodo di tempo che va dal III al XIX secolo. L’area archeologica si trova nel Parco Naturale del Monte San Bartolo che riveste grande interesse anche dal punto di vista naturalistico.

Modalità d’ingresso
Dal 1° maggio al 28 giugno
venerdì-domenica 17.00-20.00
dal 29 giugno al 6 settembre
tutti i giorni (da lunedì a domenica) 17.00-21.00
dal 7 settembre al 4 ottobre
venerdì, sabato e domenica 17.00-20.00
Nei giorni non inclusi negli orari di apertura è possibile, per i gruppi, prenotare una visita all’area archeologica ad un costo di € 50 per l’attività di guida
Informazioni Ante Quem, (gestione e visite guidate): 389 6903430 (15.00-18.00)
Prenotazioni sul sito www.archeopesaro.it

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La Valmarecchia è così chiamata in quanto attraversata dal fiume Marecchia. Si estende attraverso tre regioni, la Toscana, le Marche e l’Emilia Romagna. Comprende i comuni di Rimini, Verucchio, Santarcangelo, Torriana, San Leo, Novafeltria, Pennabilli Ponte Messa, Badia Tedalda, Pratieghi, Sant’Agata Feltria, Ponte Presale, Ponte Messa, Molino di Bascio, Ponte Santa Maria Maddalena, Ponte Verucchio, San Martino dei Mulini che rientrano nella provincia di Arezzo, Pesaro e Urbino e Rimini.

Morfologia della Valmarecchia

Morfologia della Valmarecchia

Nella zona del Montefeltro le valli sono caratterizzate da scarpate con formazioni di argilla scagliosa tra le quali si trovano alte rocce ritagliate. La particolare formazione geologica ha caratterizzato la storia di questi luoghi in quanto i nuclei abitati si sono sviluppati intorno alle rocce più alte, qui in epoca romana e medievale furono costruite torri di segnalazione e castelli che consentivano per la loro posizione strategica la difesa del territorio. L’unico comune a sorgere nella valle fu Novafeltria.

La penisola era originariamente ricoperta dall’acqua, il fondo del mare era costituito da roccia friabile ricoperta di fango che ha dato origine alla formazione detta dell’argilla scagliosa. Ancora oggi è possibile vedere questa formazione geologica: prendendo la superstrada E45 per Roma, nel pressi della località di Bagno di Romagna lo sguardo segue le formazioni appenniniche che costeggiano il percorso e coglie degli strati colore grigio inclinati che si alternano a strati rocciosi alti fino a 20 cm. Si tratta delle formazioni argillose. Le grandi lastre calcaree trasportate dall’acqua con il progressivo sciogliersi dei ghiacciai si fratturarono in tante parti e diedero vita a quelle formazioni rocciose chiamate Monte Varna Monte Fumaiolo. Altre rocce maestose sono la roccia di San Leo e il Monte Titano, la rocca di Verucchio e di Torriana.

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La Battaglia di Gemmano

Il paese di Gemmano ha vissuto come tutto l’entroterra romagnolo il dramma della II Guerra Mondiale. Questo luogo quasi nascosto tra le montagne e le colline è stato attraversato dalla Linea Gotica, o Gotenstellung, la linea difensiva realizzata dalle truppe tedesche allo scopo di fermare o quantomeno rallentare l’avanzata delle truppe alleate verso il Nord del paese. Lo scopo era quello di programmare un ritiro ordinato di tutti i soldati tedeschi verso la Germania. La linea gotica si estendeva da Massa Carrara a Pesaro e per un lungo e doloroso periodo divise il paese in due parti: mentre il nord dell’Italia era ancora occupato dai tedeschi l’Italia del sud era già stata liberata dalle truppe alleate.

La pianura Padana

La pianura Padana

Combattendo duramente nel tentativo di spingere il nemico verso il passo del Brennero il fronte arrivò nella pianura padana. La battaglia di Gemmano si svolse tra il 4 settembre e il 15 settembre del 1944, particolarmente cruenti furono i combattimenti del giorno 9 settembre quanto le truppe inglesi attaccarono ben quattro volte le postazioni tedesche della Wehrmacht. Proprio a causa degli aspri combattimenti Gemmano viene ricordato nei libri di storia come la “Cassino dell’Adriatico”. Quei tragici eventi sono documentati dalla rassegna fotografica conservata nel Municipio di Gemmano. Se ci si trova a fare una gita a Gemmano o alle Grotte di Onferno può essere molto interessante visitare questa mostra cinematografica.

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