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Archive for 12 maggio 2009

Una passeggiata attraverso il territorio che circonda Montefiore Conca consente di vedere terre coltivate, aree boschive e un ricco mondo ancora selvatico molto ben conservato. Qui si trovano boschi punteggiati di ulivi, ricchi di castagni e di querce, che costituiscono in una zona vicino al mare una vera rarità. Nella Valle del Ventena di Gemmano si possono ammirare nel loro habitat naturale animali come l’istrice, il capriolo e il cinghiale. Percorrendo i numerosi sentieri si può arrivare fino all’area protetta delle Grotte di Onferno e al confine con la regione Marche.

Montefiore Conca - La Rocca

Montefiore Conca - La Rocca

Se ci si ferma, dopo una escursione nell’entroterra romagnolo,  nel piccolo borgo di Montefiore Conca che sta a guardia della Valconca, sul confine con il Ducato di Urbino, con la sua rocca dal profilo squadrato visibile fin da lontano dalle spiagge, dai poggi e dalle pianura si può mangiare e bere in uno dei suoi tanti tipici locali: si tratta di una terra di grandi consuetudini gastronomiche, di sapori forti e piaceri delicati, di ricette arcaiche e di cultura della buona tavola, insomma una cucina tradizionale dal sapore genuino e semplice, legato ai prodotti della terra e alla stagione.

Le terre del comune si estendono dai  500 metri del Monte Tauro fino alle fertili terre del fiume Conca. Anche se il periodo di maggior splendore fu il medioevo fin dai tempi antichi diverse popolazioni si sono stabilite in questi luoghi  come testimoniato da reperti preistorici, tombe dell’età del ferro e resti di insediamenti romani. La sua storia si intreccia con quella della città di Rimini in quanto la Signoria dei Malatesta scelse questa zona per edificare una grande ed imprendibile fortezza, da utilizzare sia come residenza e luogo di rappresentanza che come baluardo strategico-militare verso il confinante Ducato di Urbino. 

Il paese di Montefiore

Il paese di Montefiore

La rocca o castello è stata recentemente restaurata ed è totalmente fruibile, anche negli ambienti fino ad ora non raggiungibili. Per la prima volta si possono ammirare le pregiate pitture del XIV secolo attribuite a Iacopo Avanzi che si trovano nella Sala dell’Imperatore e del Trono. I numerosi materiali rinvenuti con il restauro offrono uno spaccato della vita del castello nella sua quotidianità: la vita di corte, l’attività artigianale e militare. A circa un chilometro dalla contrada si trova il Santuario della Madonna di Bonora, un luogo di culto mariano, meta di pellegrinaggio dei fedeli di tutta la regione Emilia Romagna, nella Canonica infatti sono esposti decine di ex-voto, alcuni molto antichi. Il Santuario risale agli inizi del 400 e fu fondato da un eremita di nome Ondidei Bonora.

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