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Archive for febbraio 2009

La Rocca del Sasso

I luoghi di interesse culturale dell’entroterra romagnolo sono molti, per cui, dopo una lunga passeggiata a contatto con la natura ed un pranzetto a base di specialità locali si possono visitare rocche, castelli, musei. In particolare a Verucchio si possono visitare la Rocca Malatestiana e la Rocca del Passatello. La Rocca Malatestiana è chiamata anche “Rocca del Sasso” in quanto è stata realizzata sullo sperone di roccia che sovrasta la Valle del Marecchia.

Molto ben conservata fu costruita nel secolo XII, da allora ha visto il sovrapporsi e l’integrarsi di diverse parti architettoniche fino al XVI secolo, subendo opere di ampliamento e fortificazione, in particolare ad opera dei Malatesta che la occuparono, a partire dalla fine del 1100, per circa trecento anni. Verucchio fu un paese di notevole importanza perché diede i natali al fondatore della Signoria dei Malatesta, il Mastin Vecchio, e per la sua posizione strategica anche se i Malatesta si stabilirono poi a Rimini. Accanto alla torre duecentesca ci sono le parti volute nel 1450 dal Sigismondo Pandolfo Malatesta. Di interesse sono la Sala Grande, il mastio con il suo terrazzo panoramico e le segrete. Il suo interno è diventato in pratica un grande museo in quanto le sue sale ospitano mostre e allestimenti. Attualmente è conservata una importante collezione di armi medioevali, fra le quali la prima bocca di fuoco occidentale, armi ad avancarica, armature del quattrocento, archibugi e una bombarda del XV secolo.

All’interno della Rocca del Sasso si trova la Torre del gufo con un orologio la cui installazione risale all’11 agosto 1956. Nella Sala Grande è possibile ammirare il maestoso albero genealogico dei Malatesta realizzato su una intera parete.

La Rocca del Passerello con la relativa porta è stato il secondo nucleo fortificato di Verucchio, purtroppo sui suoi resti è stato costruito il Monastero di Santa Chiara. Si sono conservati solo l’antica ed imponente porta da cui si entra in Verucchio costeggiando le antiche mura di San Giorgio.

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Comune di Verucchio

Il Comune di Verucchio, chiamato Vròcc in dialetto romagnolo, si trova nell’entroterra romagnolo, nella bassa Valle del Marecchia, in provincia di Rimini collocandosi fra il mare e la collina ad una altitudine di circa 330 m s.l.m.  Si arrocca su un punto dal quale è possibile dominare tutta la vallata sottostante fino al mare e a San Marino, con il quale confina, non a caso il nome del comune deriva dal latino “vero occhio”. Si suddivide nelle frazioni di Brocchi, Cantelli, Case Montirone, Case Pellicioni, Pieve Corena, Ponte Verucchio, Villa Verucchio.

Le origini della città risalgono al X e VII secolo a.C. come si è potuto ricostruire con i reperti rinvenuti con gli scavi effettuati nel 1893, negli anni intorno al 1970 e nel 2005. In particolare sono stati rinvenuti monili, capi di vestiario, vasellame, armi e soprattutto ricchi arredi funebri. Alcuni studiosi li hanno attribuiti alla civiltà villanoviana, altri a quella etrusca, in ogni caso si trattava di una popolazione evoluta e ricca.

Il fiume Marecchia ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della città di Verucchio in quanto lungo questo corso d’acqua si sono sviluppati intensi commerci, gli abitanti potevano controllare le rotte adriatiche che collegavano la Grecia, l’Oriente e l’Europa Centrale inoltre la sua foce costituiva un attracco sicuro per le navi. Il tramonto della civiltà etrusca fu seguito dallo sviluppo della civiltà romana grazie alla vicinanza con la città di Rimini (Arimmna per gli Etruschi e Ariminum per i Romani). Grazie all’esercito romano Verucchio potè difendersi dalle invasioni barbariche soprattutto quando la pianura padana venne occupata dai Longobardi Verucchio rimase unita alle terre della Romania (terre di Roma) che costituirono il primo nucleo della Romagna. Dopo un lungo periodo di decadenza e di abbandono nel 1200 questi territori divennero, per la loro posizione strategica, parte integrante della Signoria dei Malatesta. Anzi si può dire che Verucchio è considerata la culla dei Malatesta essendo nato proprio in questa regione il fondatore della dinastia, quel “Mastin Vecchio” di cui parla Dante Alighieri, il sommo poeta, nella Divina Commedia quando dice:
E’l mastin vecchio e ‘l nuovo da Verucchio, che fecer di Montagna il mal governo, la dove soglion fan d’i denti succhio.”

Per vedere come raggiungere Verucchio clicca qui:

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L’entroterra romagnolo non è sempre stato così come lo vediamo oggi. Al posto delle lussureggianti colline, dei boschi centenari e delle pianure coltivate a grano e frumento c’era il mare.

Certo bisogna andare molto lontano nel tempo. Venticinque milioni di anni fa si verificarono imponenti fenomeni tettonici che portarono al sollevamento della catena appenninica e allo scivolamento delle argille scagliose, innestando fenomeni di ricoprimento e di trascinamento di masse rocciose staccatesi da formazioni più recenti;  il complesso delle argille sulle quali si ergono i massi alloctoni tra cui Torriana e Verucchio è stato originato da massicci fenomeni franosi sottomarini all’interno dei quali questi macigni sono rotolati e scivolati verso l’Adriatico da cui sarebbero successivamente riemersi.

Lo studioso Pietro Zangheri scrisse nel 1951 dei problemi naturalisti della Valle del Marecchia (Studi Romagnoli, II, 1951), egli definiva le cime e le guglie “stazioni di prim’ ordine in quanto i vari elementi delle flore ancestrali si sono conservati non disturbati dalle colture” citando il Chiosi (1936, Escursioni botaniche nella valle del Marecchia, Tipografia valdarnese, S. Giovanni Valdarno).

La grande importanza naturalistica di queste aree è stata sottolineata molte volte in particolare per quanto riguarda i grandi frammenti calcarei che sono disseminati lungo la valle e che le danno un insolito aspetto. Purtroppo anche in queste zone l’intervento dell’uomo ha lasciato un segno. Se con il trasferimento della popolazione dalle campagne verso la costa, che offriva migliori condizioni di lavoro e di progresso sociale, la collina ha recuperato il suo antico aspetto, i fiumi e i torrenti sono stati saccheggiati di quei sassi tanti importanti scientificamente.

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